venerdì 20 novembre 2009

Children's Day 2009

In this picha: children in Isebania,
the last town before the tanzanian border
:)

Oggi è la Giornata Mondiale dell'Infanzia. Il 20 novembre 1954 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo. Il 20 novembre 1989, invece, venne firmata la Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia. La Convenzione si basa su 4 principi fondamentali:

1. principio di non discriminazione
2. principio di superiore interesse del bambino
3. diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo
4. ascolto delle opinioni del bambino

Per leggere il testo completo, cliccate sul titolo:

Convenzione sui Diritti dell'Infanzia

"Tutti i grandi sono stati bambini una volta.
Ma pochi di essi se ne ricordano."

[Antoine De Saint-Exupéry]

Lake Bogoria National Reserve

Se partite da Nairobi alle 7 del mattino e sopravvivete a 16 ore [16 ore! Speechless! No go paroe!] di viaggio per arrivare a Karungu, potete passare per la Lake Bogoria National Reserve.

Il lago si trova a circa 88km a nord di Nakuru, ed è un piccolo gioiello della natura protetto dal WWF e membro del Ramsar [Convenzione internazionale relativa alle Zone Umide di importanza internazionale]. Non è la meta più nota in Kenya, e neanche la più comune, ma questo rende il tutto semplicemente più interessante. Dopo un'abbondante colazione in città e una spesa veloce in centro, siamo pronte a partire per la nostra avventura.
Ci si può accedere da due entrate, una a sud, passando per Mogotio, e una a nord, passando per Loboi. L'entrata nord ha una comoda strada asfaltata e un resort piuttosto carino [perlomeno da fuori], mentre a quella sud si arriva per una strada impossibile piena di buche e rocce e vegetazione selvaggia. Naturalmente, noi arrivavamo da sud.
Lasciata la via maestra e inoltrateci nella strada sterrata che porta al lago, oltre alla solita dose di mucche, asini e capre, abbiamo incontrato anche alcuni struzzi e.. una tartaruga di terra che attraversava placida. Come dice un detto swahili molto in voga in Africa: "Haraka haraka, haina baraka. Pole pole ndyio mwendo." [Chi va veloce non ha benedizione, chi va piano va avanti.. Un pò come il nostro "Chi va piano va sano e va lontano"!] L'incontro sarà profetico: viaggiando pole pole grazie al fido Bon [candidato e proclamato "Best driver 2009" con standing ovation] arriveremo a casa, stanche ma sane e salve!

In this picha: Haraka Haraka Haina Baraka :)

Dopo esserci inoltrate sempre più nel selvaggio north/west del Paese, dobbiamo ammettere la sconfitta: nonostante la nostra dettagliatissima cartina, ci siamo perse! Oro benon.
Torniamo indietro fino al bivio principale e comincia a chiedere alle persone che incontriamo: tutti ci indicano la stessa direzione, ma il lago non si vede, ed è già passato mezzogiorno.. Mentre ci consultiamo per decidere se proseguire o meno.. Ecco il cancello della riserva! Evvai ;)
Nonostante sembri una stazione di servizio abbandonata e nonostante la faccia perplessa dell'omino dei biglietti, così contento di vedere dei visitors che non ci fa pagare per la macchina, i nostri volti sorridono: obiettivo raggiunto!
Il lago Bogoria è davvero affascinante. Talmente piccino che sulla cartina è appena abbozzato, luccica come una pietra preziosa verde/blu incastonata tra le colline. Il volantino dice che ospita tutta una serie di rettili e serpenti vari che, fortunatamente, non si fanno vedere. A parte qualche facocero e alcune zebre, la presenza più cospicua è senza dubbio quella dei flamingo. Numerosissimi lungo le rive del lago, volano via al nostro passaggio per poi riscendere poco lontano, quasi volessero appena sgranchirsi le ali.

In this picha: two flamingos flying away

Il lago Bogoria è famoso anche per due fenomeni naturali: i geyser e le hot spring [le sorgenti termali]. La zona delle sorgenti è delimitata perchè pericolosa, ma ci si può avvicinare e in alcuni tratti è possibile camminare in prossimità dell'acqua. Con le infradito che sembrano appiccicarsi al terreno smosso e il caldo caldissimo che esce dal cuore della Terra, sembra di trovarsi in un paesaggio lunare-tropicale. Meraviglioso.


In these picha: marvellous hot springs

I geyser sembrano simboli di una potenza primordiale che niente placa, e ci ricordano che l'uomo può solo scopiazzare ciò che la natura ha già fatto, e meglio.

In this picha: Mr. Geyser

Al termine del nostro safari, compriamo del miele dalle signore che si accalcano alla nostra macchina: la guida dice che quello prodotto in questa zona è tra i migliori del Kenya, e noi ci fidiamo della mitica Lonely Planet. In ogni caso, le donne sono così sorridenti che non possiamo certo dire loro di no!
Soddisfatte, ci avviamo verso casa.. Peccato che la strada sia ancora mooolto lunga. La prima città è Kabarnet [Si chiama proprio così! Chissà se fanno il vino buono!] e poi su e giù per gli altipiani fino a Eldoret, città natale dei più importanti runner kenioti. Una corsa al Nakumatt per comprare la cena, che faremo in macchina senza fermarci e seguiti da una pioggia praticamente incessante. Il tramonto è alle 7, ma ci mancano ancora 4 ore di viaggio.. Poco alla volta si diradano prima le auto, poi le moto, le bici, e infine anche le persone a piedi.
Ultima sosta a Kendu per fare benzina in una stazione pressochè deserta, e poi no stop fino a Karungu, nel caro, amato, profondo bush. Home sweet home!

In this picha, from left:
Maria Teresa, Nadia, Angi & Kayla :)

mercoledì 11 novembre 2009

Ho imparato a sognare

[...] Ho imparato a sognare
e ho iniziato a sperare
che chi c'ha avere avrà
ho imparato a sognare
quando un sogno è un cannone
che se sogni
ne ammazzi metà
Quando inizi a capire
che sei solo e in mutande
quando inizi a capire
che tutto è più grande
C'era chi era incapace a sognare
e chi sognava già

Tra una botta che prendo
e una botta che do
tra un amico che perdo
e un amico che avrò
che se cado una volta
una volta cadrò
e da terra, da lì mi alzerò

C'è che ormai che ho imparato a sognare, non smetterò

Ho imparato a sognare
quando inizi a scoprire
che ogni sogno ti porta più in là
cavalcando acquiloni
oltre muri e confini
ho imparato a sognare da là
Quando tutte le scuse
per giocare son buone
quando tutta la vita
è una bella canzone
C'era chi era incapace a sognare
e chi sognava già [...]

C'è che ormai che ho imparato a sognare, non smetterò

Ho imparato a sognare [Negrita]

In this picha: Angi&Alphons
Special thanks for this picha: Maddalena :)

martedì 10 novembre 2009

School based evaluation test

E' tempo di esami in Kenya, prima delle vacanze di dicembre. Visitando alcune scuole, mi hanno spiegato che il Ministero da alcune direttive, e poi ogni distretto prepara i papers per le varie materie a seconda della zona, in modo da calare la valutazione della preparazione nelle differenti realtà locali.
In una scuola primaria di Isebania, al confine con la Tanzania, gli insegnanti mi hanno dato una copia di alcuni moduli per le varie classi. Le materie sono le più diversea: matematica, inglese, kiswahili, studi sociali, religione, storia del Kenya e dell'Africa, geografia. Alcune domande, soprattutto quelle della settima e ottava classe, colgono impreparati sia me sia gli altri amici kenioti Daniel e William. Altri quesiti, invece, sono interessanti perchè dicono qualcosa della cultura di questo Paese. Altri ancora, infine, strappano un sorriso. Eccovi alcuni esempi tratti dai test che i ragazzi del Kenya si apprestano a fare, e provate a dare le risposte, se le sapete ;)

- un gruppo di persone con un comune antenato è detto ... [clan-famiglia-villaggio]
- ... è usato come mezzo di trasporto [capra-pecora-asino]
- il tempo migliore per piantare il grano [vento-pioggia-nuvoloso]
- le piccole piogge in Kenya sono in ... [marzo-aprile-ottobre]
- i dieci comandamenti sono stati dati a Mosè da Dio sul monte ... [Elgon-Kenya-Sinai]
- la ... causa la malaria [zanzara-mosca]
- abbiamo bisogno di ... a casa per la nostra igiene [latrina-lavandino-rasoio]
- i cani ci aiutano a tenere lontani i ... [genitori-ladri]
- celebriamo il Kenyatta Day nel mese di ... [dicembre-ottobre-giugno]
- i muri di una casa permanente sono fatti di ... [pietre, fango, erba]
- si cuociono i cibi in ... [camera da letto-cucina]
- Jane ha comprato una capra a 3.000 ksh e l'ha venduta a 4.500 ksh. Calcola il suo guadagno
- se beviamo acqua sporca diventiamo ... [sani-malati]
- la zanzara è un insetto che se punge provoca ... [colera, punture, malaria]
- noi mangiamo le foglie di ... [sukumawiki - canna da zucchero - mais]
- ... è una malattia pericolosa [raffreddore - AIDS]
- in alcune comunità tradizionali africane la perdita di sangue durante la circoncisione indica che gli iniziati sono ... [forti e in salute - separati dalla comunità - uniti con gli antenati - pronti per guidare gli altri]
Per concludere, ecco un testo usato come esercizio di lettura e comprensione per la classe sesta:

"Pazienza è nata in un villaggio poverissimo. I suoi genitori non erano molto in salute e lei doveva lavorare sodo per guadagnarsi i soldi per pagare le tasse scolastiche. Era determinata ad avere un futuro migliore della sua famiglia d'origine. Ogni mattina si alzava presto per mungere la loro unica mucca e vendere il latte. Lo vendeva subito perchè aveva molti clienti, cosicchè per le 5e30 poteva essere a casa e preparsi per la scuola.
Fortunatamente, la scuola non era molto lontana da casa sua, così raramente arrivava in ritardo. Pazienza piaceva agli insegnanti perchè si impegnava ed aveva un bel carattere. Era tra gli studenti migliori e aveva ottimi voti.
Dopo la scuola, Pazienza correva a casa ad aiutare la madre nelle faccende domestiche. Dopo cena, faceva ardere la lampada fino a mezzanotte per finire i compiti e studiare. Andava a dormire sempre tardi la sera.
Questa è stata la sua vita quotidiana fino agli esami finali. Dopodichè, grazie ai suoi voti brillanti, è riuscita ad ottenere una borsa di studio in una delle migliori scuole del Kenya. Con la benedizione dei genitori, ha proseguito con successo il suo percorso scolastico, andando all'università e scegliendo medicina.
Oggi è un rinomato pediatra. Ed è riuscita a affrancare la sua famiglia dalle ristrettezze della povertà."

mercoledì 4 novembre 2009

Alla mia Mamma-Pirata

...che non si chiude il cerchio...

[neanche con tutti i bambini del mondo]



angi

p.s. e buon anniversario a te+papà!

giovedì 29 ottobre 2009

Prevention in school

In Kenya ci sono tantissime scuole primarie, dalle grandi città ai posti più sperduti. Il livello di qualità di certe scuole meriterebbe un discorso separato e piuttosto lungo, ma di sicuro va apprezzato il tentativo di dare un'istruzione di base ai tanti bambini e ragazzi che popolano questo Paese. Tra le varie iniziative della missione camilliana, c'è anche Awake, un gruppo in buona parte sponsorizzato dal progetto che seguo e che si occupa di prevenzione nelle scuole. C'è poi un gruppo parallelo, Happen, che svolge lo stesso lavoro a livello diocesano, con sede a Rongo. Awake di solito segue questa prassi: contatta i presidi e gli insegnanti delle scuole primarie del territorio [la scuola primaria in Kenya dura otto anni e corrisponde alle scuole elementari più medie italiane] e, se questi accettano, visitano la scuola in questione e incontrano gli alunni. Il programma prevede degli incontri di formazione per tutti e poi si concentra su un gruppo di 25 ragazzi scelti per essere "peer educator", letteralmente "educatori alla pari", anche se educatore è una parola spesso abusata e in questo caso indica semplicemente che questi ragazzi si impegnano a parlare di certi temi ai loro coetanei, in modo informale e con la complicità dell'età e dell'essere compagni di classe. Anche perchè, diciamocelo, gli argomenti sono abbastanza complessi e "rognosi" e si possono riassumere in: sessualità, in senso lato, e malattie sessualmente trasmissibili, primo fra tutti l'HIV/AIDS. Mica 1+1= 2 o ABC.

In this picha: Daniel during the training

Dopo questa doverosa nota introduttiva, eccovi il racconto di un pomeriggio a Karungu. Perchè dietro le belle [e a volte vuote] parole che illustrano i progetti, ci sono le persone, e sono loro a fare la differenza.
Lunedì abbiamo visitato la Koga Primary School, una scuola primaria che si trova a Seka, un villaggio talmente deeply into the bush che per arrivarci ci siamo persi. Vedevamo questo edificio su una piccola collina e giravamo a vuoto per tentare di raggiungerlo. Ad un certo punto Daniel (coordinatore di Awake), è sceso e si è messo a indicarci la via inventando un percorso che solo lui vedeva. Sembrava di essere in "Ogni cosa è illuminata", un bel film che ho rivisto di recente. In una scena, l'anziana signora della casa nel campo di girasoli , accetta di accompagnare i protagonisti in riva al fiume. Ma siccome non è mai salita in un'auto in vita sua e non si fida, decide di andare a piedi. Jonathan e compagni si immergono così nella campagna ucraina, muovendosi davvero "a passo d'uomo", con la cagnetta Sammy Jr. Jr. sul cofano.
Ma torniamo a noi. In macchina ci siamo Mary, l'altra operatrice di Awake; Jackson, un giovane volontario che mi stupirà; Duncan, il driver; ed io. Dopo pochi metri ritroviamo un sentiero e, a un'ora dalla partenza da Karungu, arriviamo alla scuola, dove ci accolgono due giganteschi alberi di Jacaranda carichi dei loro fiori lilla.

In this picha: Koga Primary School

La scuola è stata costruita dalla comunità, ed ora ha ottenuto il riconoscimento di istituto pubblico, finanziato dal governo. La gente di Seka, però, ha tanta buona volontà ma pochissimi soldi. Koga, con i suoi 450 studenti, è una scuola "in progress": dopo aver terminato i lavori per la sala insegnanti e tre classi, le altre cinque sono ancora di fango, sorrette da delle impalcature di legno e con un tetto di lamiera. Di fianco al blocco di mattoni, tre uomini lavorano alle latrine.
Anche l'aula dove si svolgerà la nostra lezione ha i muri, i vetri, la lavagna e poco più: metà dello spazio è occupato da assi di legno per la costruzione, l'altra metà dai banchi.
Ci aspettano il preside, alcuni insegnanti e 25 sorridenti ragazzini in divisa bianco-verde. Sono alcuni dei bambini sponsorizzati dal Dala Kiye, che paga le school fees a 45 orfani di Seka. La scuola, in quanto governativa, ha delle agevolazioni: 6 insegnanti sono pagati dallo Stato e anche parte del materiale didattico. Ma non è abbastanza, e così i genitori (o chi per loro) contribuiscono per pagare lo stipendio ad altri insegnanti e acquistare ciò di cui la scuola ha bisogno. Prima di lasciarli a Daniel, il preside mi presenta e dice che vengo dall'Italia. Allo sguardo a punto di domanda dei ragazzini, rispondiamo con una mappa del mondo, dove indichiamo il BelPaese. La forma a stivale strappa loro una risata divertita.
Seguo la lezione per qualche minuto, poi esco a fare qualche foto accompagnata da Eric, un ragazzino di 16 che frequenta l'ottava classe e parla inglese. Grandi sorrisi, strette di mano e pose buffe si alternano davanti al mio obiettivo.

In this picha: young and smiling students at Koga Primary School :)

Daniel comincia sempre in inglese, ma spesso prosegue in luo, la lingua locale, per essere sicuro che il messaggio arrivi forte e chiaro. Tuttavia, non serve seguire parola per parola per essere trascinati dalla passione e dall'energia di Daniel. Si vede che gli piace quello che fa, e che ci crede. E i ragazzini non gli staccano gli occhi di dosso.
Ma la vera sorpresa della giornata è Jackson, un giovane volontario che mi sembrava fin troppo timido.
Quando comincia a parlare, si trasforma nel Fiorello di Karungu. E' preparato, simpatico, coinvolgente. Parla, si muove, canta, recita una breve scenetta con una ragazza di Koga. Gli studenti ridono e lo seguono. Ma tra una risata e l'altra, affronta cose serissime. E quando dice di stare attenti perche' rischiano una gravidanza, i maschi sorridono imbarazzati e qualcuno fa spallucce, ma le femmine diventano serie. Solo domenica è stata ricoverata una ragazzina per un cesareo. Aveva 15 anni, ma chi l'ha assistita è convinto ne avesse anche meno. E del padre del bambino nemmeno l'ombra.
Jackson ricorda che alla gravidanza quasi sempre segue l'abbandono della scuola. E se a 15 anni ti ritrovi madre e senza un'istruzione, sei fregata. Senza contare il rischio di contrarre l'HIV/AIDS. E non ride più nessuno.

Run, mzungu, run!!

Domenica 25 ottobre si è corsa la 24° maratona di Venezia. I primi tre classificati, [c'è bisogno di dirlo?] sono stati tre kenioti: il primo posto è andato a Komen John, arrivato al traguardo in 02:08:13.
Quando al mattino vado a fare due passi corricchiando, sulla strada del ritorno incontro sempre un gruppetto di bambine che, con le loro divise a quadretti bianche e verdi, vanno alla Kiranda Primary School. "Good morning, Angela", e cominciano a seguirmi. Per loro la scenetta è piuttosto divertente, e mentre io dopo pochi minuti sono bordeux, e vedo sfrecciarmi a fianco Lauren, Christine e Kayla, le bambine mi corrono accanto ridendo e incitandomi "Run, mzungu, run!!" Mi accompagnano fino alla loro scuola, e poi è tutto uno sbracciarsi a salutare, mentre io proseguo verso il St. Camillus.
Da assoluta principiante della corsa, scrivo questo post per congratularmi con il mio runner preferito:

Ico :) :) :) Mitico mio cognato!!!

Cliccate e ammiratelo, è quello con la maglia blu!