venerdì 20 febbraio 2009

Tigra Hill

E' andata così. Dopo mesi di richieste svariatamente eluse, sabato scorso senza ben realizzare come e perchè, mi sono trovata ad accettare di scalare la Tigra Hill, la collina più alta nei pressi di Karungu. Che dire? Simply take breathing. E non solo per la fatica. ;)

In this picha, from left: Christy, Lauren, Wycliffe,
Angi, Julius, Samuel, Kephas.. & friends!!
(Andrea is taking the picha!)

martedì 17 febbraio 2009

Cucù

Otati Depe: a young mother with her son attending mobile clinic

sabato 14 febbraio 2009

Karibuni!

New entry a Karungu: in questi giorni ci hanno fatto visita Jan, don Gabriele ed Elio, Teresa e Giovanni, Hans, p. Edoardo e p. Anselmo. E per qualche settimana resta con noi Emanuela (con la quale finalmente si vince a Biribba!!!). Ma, soprattutto, sono arrivati Christy, Lauren ed Elphas, che si fermano a Karungu per un anno intero.

Karibuni!!!

giovedì 12 febbraio 2009

Worthless

Colonel Oliver: You should spit in my face.
Paul: Excuse me, Colonel?
Colonel Oliver: You’re dirt. We think you’re dirt, Paul.
Paul: Who is we?
Colonel Oliver: The West. All the super powers. Everything you believe in, Paul. They think you’re dirt. They think you’re dumb. You’re worthless.
Paul: I am afraid I don't understand what you are saying, sir.
Colonel Oliver: Oh, come on, Paul, you're the smartest man here. You got 'em all eating out of your hands. You could own this frigging hotel, except for one thing. You're black. You're not even a nigger. You're an African. They’re not going to stay, Paul. They’re not going to stop this slaughter.

(from the movie: Hotel Rwanda)

sabato 7 febbraio 2009

Malaria

Per la prima volta un gruppo di studiosi di scienziati è arrivato a identificare i geni che rendono alcuni tipi di zanzare portatrici di malaria, resistenti agli insetticidi.


Uno dei metodi più usati nei paesi tropicali e subtropicali per combattere la malaria, è quello di spruzzare gli ambienti e le camere da letto con degli insetticidi a base di piretro. Negli anni però si è visto che le zanzare sono diventate sempre più resistenti a questa sostanza. La notizia di oggi, pubblicata sulla rivista scientifica Genoma Research, è che un gruppo di ricercatori della Liverpool School of Tropical Medicine è arrivato ad identificare i geni che rendono le zanzare resistenti a questo repellente. Altri tipi di sostanze chimiche sono disponibili sul mercato, ma richiede molto tempo riuscire a stabilire quali usare a seconda delle zone e delle differenti specie di zanzare. Per questo la scoperta degli studiosi britannici potrebbe rivelarsi molto utile nella lotta alla diffusione della malattia, perché un semplice e veloce test potrebbe permettere di identificare quali specie risultino resistenti agli agenti chimici.

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venerdì 30 gennaio 2009

Karungu, ore 6:00

Ieri mattina siamo partiti alle 6:00, era buio pesto e l'aria era ancora carica dell'umidità della notte. Il giorno si faceva strada avanzando pole pole (piano piano) come il nostro pulmino. Mentre io faticavo a tenere gli occhi aperti, Karungu era sveglio da un pezzo. Prima di arrivare al vicino Sori, avevamo già incontrato almeno una decina di persone: chi a piedi, chi in bici senza fanale, alcuni stipati in un matatu con le fiancate decorate a fiamme, il sorriso del presidente Obama sul retro, le quattro frecce lampeggianti per chilometri. Camminavano lenti alcuni studenti della secondaria. Le ragazze con un sacchetto della spesa al posto dello zaino, i ragazzi con i pantaloni arrotolati a metà polpaccio, per non sporcarsi con il fango lasciato dal temporale che ha illuminato la notte di Karungu. Bambini accompagnavano le mucche al pascolo. E' un mondo capovolto: i giovani vanno a scuola, i minori lavorano. Lo sciopero degli insegnanti della primaria iniziato per protesta contro i bassi salari dura da quasi due settimane. E mentre a Nairobi i grandi della politica decidono il da farsi, a Karungu i piccoli studenti si danno da fare in famiglia. Il lago brulicava di pescatori di omena che si avviavano a riva. Le luci delle barche spiccavano sul nero dell'acqua, mentre il cielo era una coltre impenetrabile di nubi. Come se con la pioggia fossero cadute anche tutte le stelle.
Prima delle 7:00 il sole era già alto, le donne già chine sui campi, i negozietti lungo la strada in piena attività. Ma tutto era avvolto da una nebbia fitta come nelle mie campagne venete in pieno inverno, e lasciata Ndhiwa per la strada che porta a Opapo ci siamo inoltrati in un'atmosfera surreale che ci ha accompagnati per un lungo tratto, con gli occhi attenti ad evitare chi spuntava d'improvviso dal bianco muro. Prima un asino, poi una mucca, qualcuno a piedi, in bici o in moto.
Finalmente a Rongo il cielo si è schiarito e il sole ha ridato ad ogni cosa il suo colore.
Buongiorno, a un nuovo giorno.

mercoledì 28 gennaio 2009

Omena